L'accerchiamento by Guido Baglioni

L'accerchiamento by Guido Baglioni

autore:Guido, Baglioni [Baglioni, Guido]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Sociologia, Il Mulino/Ricerca
ISBN: 9788815140999
editore: Societa editrice il Mulino Spa
pubblicato: 2008-10-14T22:00:00+00:00


Capitolo nono

Reddito minimo e salario minimo

1. Disuguaglianza e povertà

Nel lungo periodo si può cogliere una tendenziale correlazione fra la dinamica della ricchezza prodotta dai paesi capitalistici e lo sviluppo della loro spesa sociale [Lindert 2007]. Dagli anni ’90 in avanti assistiamo, invece, ad una decisa crescita della disuguaglianza economica, con sensibili differenze nazionali; ad esempio, più spiccata negli Stati Uniti che in Italia, più spiccata in Italia rispetto alla Germania e alla Svezia [Brandolini 2005]. Nel Regno Unito si conta una percentuale di bambini poveri superiore alla media europea [Giddens e Diamond 2005].

La spesa sociale è giunta a livelli elevati. La media dell’Europa dei 15 è al 26% del Pil: risulta più alta nei paesi nordici ed a quota 25 per il nostro paese [Barbieri 2005]. Essa si trova da anni nella condizione di dover difendere tali livelli e, non meno, di non poter disporre di un suo incremento rispetto alle aspettative e alle domande che sono crescenti; a cominciare da quelle dovute all’invecchiamento della popolazione. Non a caso, sono in corso da tempo una serie di operazioni per contenere, selezionare, preparare un futuro meno costoso dei sistemi di welfare.

Un capitolo più specifico ma assai rilevante riguarda la quota di persone e famiglie povere, ossia coloro che non hanno usufruito quasi per nulla della crescita economica e del benessere diffuso. Questa, con piena evidenza, rappresenta una questione sociale assai grave in sé e incompatibile con società definite propriamente ricche.

La povertà viene considerata tale quando il reddito e/o i consumi delle famiglie risultano inferiori alla metà del reddito mediano (si tratta di reddito ponderato, ossia tenendo conto del numero dei loro componenti). Questo fenomeno veniva sovente valutato in via di superamento nelle società sopraddette. Invece non è così e lo si comprende subito conoscendo questi dati [Eurostat 2005]:

– il tasso di povertà è dell’11% in Svezia e Danimarca, del 14% in Francia, del 16% in Germania, del 18% nel Regno Unito, del 19% in Italia e del 21% in Irlanda;

– il valore monetario della soglia individuale per la condizione di povertà è di 5.900 euro per la Spagna, di 7.600 per l’Italia, di 9.100 per la Francia, di 9.800 per la Germania, di 10.200 per la Svezia, di 10.400 per l’Olanda, di 10.700 per il Regno Unito.

Da questi dati essenziali, si vede come la povertà è presente in tutta Europa; si nota una minore diffusione nei paesi con maggiore produzione di ricchezza; si deve tuttavia tener presente che le disparità delle condizioni reali di povertà sono meno spiccate di quanto appare dal valore monetario della soglia, perché essa è sensibilmente influenzata dalle differenze del costo della vita. Certo la crescita economica costituisce comunque un fattore potenziale contro l’espansione della povertà, come si può riscontrare negli stessi paesi in via di sviluppo entrati nel circuito dei mercati internazionali [Sachs 2005].

Nel nostro paese, nel 2004, sono considerate povere il 16,6% delle famiglie per il livello di consumo, con queste acute variazioni territoriali: 5,3% al Nord, 5,7% al Centro, 21,5% nel Sud e nelle Isole [Schizzerotto 2006].



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